Allevamento lumache: come si estrae la bava?

News Bava di Lumaca | 0 comments | by nuvo.cosmetic

Allevare lumache è un’attività che in molti, come noi, hanno intrapreso, per la richiesta sempre crescente non solo dei gasteropodi per uso alimentare della carne e delle uova, ma anche per l’estrazione della bava.
È ormai noto che si tratta di uno degli ingredienti più richiesti nella composizione dei prodotti cosmetici, ma per ottenerlo è necessario avere cura di questi piccoli invertebrati. Ecco la giornata tipo di un allevatore, il metodo con cui estrae la bava di lumaca e cosa accade negli allevamenti.

Gli allevatori di lumache

Decidere di intraprendere un’attività come l’allevamento delle lumache richiede passione per la natura e pazienza.

La bava di lumaca è una secrezione prodotta in particolari condizioni. La qualità della stessa dipende dai metodi di estrazione o, per meglio dire, di stimolazione alla secrezione.

I motivi per cui le lumache producono il muco sono dovute a sensazioni di piacere, di paura o perché sono infastidite da qualcosa. A loro serve principalmente per potersi muovere e scorrere su qualsiasi superficie, anche verticale. Si nutrono del loro stesso muco, ma non sopportano quello di altre chiocciole: ecco perché hanno bisogno di ampi spazi.
Sono tutti aspetti che influiscono sulla produzione, che non deve essere in alcun modo forzata, in quanto si sacrificherebbe la qualità alla quantità.

Un allevatore di lumache sa che è necessario alzarsi abbastanza presto, in quanto le lumache vivono di notte, hanno un periodo di letargo e il loro ambiente all’aperto deve mantenere la giusta umidità. È per questo che l’area viene nebulizzata, in modo che non soffrano il caldo e abbiano luoghi dove ripararsi dai raggi del sole.

Non è necessario dar loro da mangiare come accade con altri animali, in quanto si cibano delle piante a foglia verde e sono ghiotte in particolare di bieta, cavoli e radicchio, piante succose e ricche di minerali e vitamine. Queste ultime vanno a finire direttamente nella bava e la arricchiscono delle proprietà eccezionali, che ormai tutti conoscono e che vanno a favore della bellezza e del ringiovanimento della pelle.

La vegetazione negli allevamenti deve essere alta non più di 25 cm, motivo per il quale gli allevatori si dedicano periodicamente alla cura delle piante che sono presenti nella recinzione.

Le lumache, essendo molto piccole, hanno bisogno di barriere che non solo delimitino i confini da non oltrepassare, ma contemplino anche il recinto che le difenda dai predatori come talpe, cinghiali, volpi e altri animali presenti nelle zone di campagna.
Un allevamento di lumache è composto anche da centinaia di migliaia di esemplari, che impiegano dai 6 mesi a un anno per produrre una bava di altissima qualità.

La sistemazione delle lumache negli allevamenti può essere di due tipi.
Il primo è quello dove i gasteropodi si riproducono e l’altro è dove crescono e producono la bava o sono destinati al consumo alimentare.

Accade più spesso che non ci sia distinzione tra i due gruppi e che vengano comunque lasciate crescere in un campo molto esteso, perché non risentano in alcun modo della cattività.

Uno dei pericoli che vengono evitati alle lumache sono i terreni poco impermeabili, dove potrebbero formarsi delle pozze nelle quali rischiano di annegare. Un allevamento del genere richiede infatti che l’area sia soprattutto argillosa, perché possa drenare anche piogge abbondanti.

Come si estrae la bava di lumaca

Estrarre la bava di lumaca è un’operazione delicata, che richiede la stimolazione di questi invertebrati, perché possano produrne una buona quantità.

Si tratta di una fase molto delicata e negli allevamenti cruelty-free come quello di Nuvò Cosmetic, si presta la massima attenzione a non sottoporre questi piccoli animali a stress o addirittura portarli alla morte.

Negli allevamenti intensivi, dove non si presta attenzione all’ecologia degli ambienti, i molluschi vengono sottoposti a scosse elettriche, introdotte in macchinari a centrifuga, oppure messe in grandi vasche dove vengono “rimescolate”, rischiando la rottura del guscio e quindi la morte. La secrezione viene provocata anche dall’aggiunta di sostanze alle quali le lumache sono intolleranti come aceto o sale.

Con questi metodi la percentuale di perdite è elevatissima e tocca quasi la totalità degli invertebrati destinati alla produzione della bava. Negli allevamenti che invece investono sulla lunga vita delle lumache e sulla qualità del loro prodotto che, a seconda della razza è particolarmente pregiato, la mortalità è quasi nulla e le perdite subite si aggirano intorno allo 0,3%. Si tratta di un dato che a livello statistico è considerato fisiologico, quindi non dovuto ai maltrattamenti di cui abbiamo fatto cenno precedentemente.

La fase di preparazione e raccolta

È più giusto affermare che la bava di lumaca va incontro a un processo di raccolta piuttosto che di estrazione, in quanto avviene in modo del tutto naturale.

Le lumache sono sottoposte alle operazioni di estrazione con una cadenza non inferiore ai 30 giorni. Questo è l’arco di tempo suggerito per non provocare loro stress. La prima operazione è quella del lavaggio, che avviene in 2-3 riprese in una vasca, con un numero ridotto di esemplari, in modo da non provocare alcun danno al guscio. La fase non dura più di 3 minuti, in quanto le lumache potrebbero agitarsi e cominciare a schiumare in anticipo o producendo una quantità di bava che va oltre la loro capacità fisiologica.

I molluschi devono essere stimolati soltanto con le mani o al massimo con bastoncini di cotton fioc, che non danneggiano in alcun modo la parte interna. Basta sfiorarle perché producano la bava per circa 2 minuti. Protrarre oltre questa fase significherebbe sottoporle a uno sforzo eccessivo, provocando la disidratazione e la morte dopo qualche giorno.

Dopo un ultimo lavaggio e la raccolta attraverso contenitori forati, si riportano nell’area dell’allevamento e si lasciano riposare in vista della tornata successiva .

Alcuni allevatori procedono con una seconda raccolta, ma la qualità della bava è inferiore sia riguardo alle proprietà organolettiche che ai conseguenti benefici, in quanto ha una componente di acqua superiore al 60%.

Ecco perché negli allevamenti di Nuvò Cosmetic non si va oltre la prima “raccolta”, consentendo alle lumache di avere il tempo per riprendersi, nutrirsi e dare il migliore prodotto per l’impiego nella cosmesi.

La filtrazione e la sterilizzazione della bava di lumaca

La bava di lumaca appena raccolta allo stato grezzo e in contenitori sterili è prevalentemente liquida, con una buona componente schiumosa e ha un coloro torbido, che va dal giallognolo al verdastro.

Il colore dipende dall’alimentazione delle chiocciole e dai pigmenti che vengono trasmessi anche al muco. Dopo la raccolta la lumaca viene portata presso i laboratori, dove avviene la filtrazione e la sterilizzazione. L’obiettivo è quello di renderla idonea per la cosmesi ed eliminare la carica batterica, che è comunque molto bassa anche appena avviene la secrezione, perché si tratta di un prodotto naturale.

La specie ritenuta più indicata per la produzione di una bava di lumaca di qualità eccellente e la Helix Aspersa Müller, che si distingue per la sua capacità di adattamento agli ambienti più diversi, per la resistenza e dunque per la sopravvivenza, che arriva in media a 4-5 anni.

Alcune curiosità sulle lumache

Le lumache sono molluschi ermafroditi, quindi ogni esemplare ha gli attributi sia maschili che femminili per cui si fecondano a vicenda.

L’accoppiamento avviene dopo un curioso corteggiamento fatto di giri su sé stessi e strofinii, a seguito dei quali gli organi riproduttivi, che si trovano sulla testa, fuoriescono ed entrano in contatto.
La gestazione dura solo 30 giorni dopo i quali sono deposte le uova, che vanno da 40 a 80 per ogni singola “covata”. Vengono lasciate in un luogo riparato e si schiudono dopo un altro mese. Dal guscio, ancora tenero e trasparente, spuntano le “antenne” sulle quali ci sono gli occhi.

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